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	<title>LUOGHI &#8211; Vibo Valentia TV</title>
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	<description>La TV della citt&#224; nel mondo</description>
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		<title>Pizzo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Aug 2017 13:33:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pizzo: la città del tartufo Pizzo, noto come Pizzo Calabro ma ufficialmente solo Pizzo, è un comune di poco più di 9mila abitanti della provincia di Vibo Valentia. Località turistica molto rinomata, Pizzo vive di giorno sulle sue spiagge dal mare cristallino e la sera in paese, tra i tavolini della piazza, dove si può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Pizzo: la città del <strong><a href="http://www.vibovalentia.tv/tartufo-di-pizzo/">tartufo</a></strong></h1>
<p><strong>Pizzo</strong>, noto come Pizzo Calabro ma ufficialmente solo Pizzo, è un comune di poco più di 9mila abitanti della provincia di Vibo Valentia. Località turistica molto rinomata, Pizzo vive di giorno sulle sue spiagge dal mare cristallino e la sera in paese, tra i tavolini della piazza, dove si può gustare la specialità locale, il gelato tartufo. Infatti è famosa per la produzione del tartufo e per la qualità gelatiera in generale, tant’ è che Pizzo è definita come la città del gelato.</p>
<p>Nel video il <strong>Museo del Mare</strong> di Pizzo che nasce per custodire il ricordo del periodo delle <strong>Tonnare</strong>.</p>
<h2><strong>La storia</strong></h2>
<p>E’ una pittoresca cittadina arroccata su un promontorio nel cuore del golfo di Sant’Eufemia, sul mare Tirreno. Prima<em> Napitia </em>, colonia dei Focesi, che accolse anche S. Pietro nel suo viaggio verso Roma e lo scrittore Cicerone, poi distrutta nel IV secolo d.C. dai Saraceni e ricostruita in epoca bizantina, Pizzo diventa nel Rinascimento feudo dei Sanseverino. E’ famosa per essere stata luogo della cattura e della fucilazione di Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte il 13 ottobre 1815.<br />
Il centro storico di Pizzo è suggestivo e caratterizzato da vicoli e stradine in forte pendenza; il suo pezzo forte è la splendida <em>piazza salotto,</em>che si allarga proprio di fronte al Castello Aragonese e alla terrazza, da cui si gode la vista del mare. Località turistica molto rinomata, Pizzo vive di giorno sulle sue spiagge dal mare cristallino e la sera in paese, tra i tavolini della piazza, dove si può gustare la specialità locale, il gelato tartufo.</p>
<h2><strong>Da vedere:</strong><strong><em> </em></strong></h2>
<p>Il <strong>Castello Aragonese</strong> , costruito nel 1486 e perfettamente conservato, è stato edificato per volontà di Ferdinando I di Spagna. E’ qui che Gioacchino Murat, catturato ed imprigionato, è stato fucilato, ed è qui che oggi si trova la sede del Museo Murattiano.</p>
<div><strong><em>La Chiesa di San Giorgio</em> </strong>, della seconda metà del Cinquecento, dove fu sepolto Murat; la Chiesa del Carmine, della metà del 1400;</div>
<div><strong>La Chiesa di San Francesco con il convento dei Minimi,</strong>della fine del ‘600. Il monumento religioso più celebre di <strong>Pizzo </strong>è senz’altro <strong><em>la Chiesa di Piedigrotta</em> </strong>, che si trova poco fuori dal centro abitato, lungo la scogliera, interamente scavata nel tufo. L’atmosfera semplice e profondamente mistica di questo luogo è esaltata dal contatto con la natura e con il mare, che la lambisce. La leggenda racconta che un veliero di Napoli, alla metà del ‘600, si fosse trovato in mezzo ad una violenta tempesta. I marinai avevano fatto voto alla Madonna di costruire un santuario in suo onore se si fossero salvati, e miracolosamente poco dopo erano riusciti ad approdare sani e salvi sulla spiaggetta ai piedi di <strong>Pizzo</strong>. In quella zona, frequentata solo come cava di tufo, le mani sapienti degli scalpellini scavarono nicchie e navate nella roccia, ricavando un ambiente unico al mondo, che venne decorato con l’effige della Madonna e gruppi di statue. I giochi di luce lungo le pareti e il suono della risacca ne fanno un luogo sospeso tra realtà e leggenda. <strong><em>La Chiesa di Piedigrotta</em> </strong>è uno dei monumenti religiosi più visitati del Sud Italia.</div>
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		<title>Sentiero Frassati</title>
		<link>https://www.vibovalentia.tv/sentiero-frassati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2017 12:19:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Sentiero Frassati immerso nella natura Nelle Serre Vibonesi l’ambiente naturale, la storia e la religione si intrecciano costantemente. Il Sentiero Frassati ha unito tutto questo in un percorso ad anello immerso nella natura. Iniziativa di Co.G.A.L. Monte Poro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il Sentiero Frassati immerso nella natura</h1>
<p>Nelle Serre Vibonesi l’ambiente naturale, la storia e la religione si intrecciano costantemente. Il <strong>Sentiero Frassati</strong> ha unito tutto questo in un percorso ad anello immerso nella natura.</p>
<p>Iniziativa di Co.G.A.L. Monte Poro.</p>
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		<title>Soriano</title>
		<link>https://www.vibovalentia.tv/soriano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2017 12:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
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					<description><![CDATA[Soriano e Sorianello: iniziativa di Co.G.A.L. Monte Poro. Oggi Soriano è un bellissimo paese delle Serre ma se fossimo arrivati fin quì intorno al 1660 avremmo visto uno dei più importanti centri spirituali d’ Europa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Soriano e Sorianello: iniziativa di Co.G.A.L. Monte Poro.</h1>
<p>Oggi <strong>Soriano</strong> è un bellissimo paese delle Serre ma se fossimo arrivati fin quì intorno al 1660 avremmo visto uno dei più importanti centri spirituali d’ Europa.</p>
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		<title>La Provincia di Vibo Valentia</title>
		<link>https://www.vibovalentia.tv/la-provincia-di-vibo-valentia/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 18 Aug 2017 12:12:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vivi la provincia di Vibo Valentia Il filmato realizzato dalla Piero Muscari Comunicazione per il portale della camera di commercio di Vibo Valentia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Vivi la provincia di Vibo Valentia</h1>
<p>Il filmato realizzato dalla Piero Muscari Comunicazione per il portale della camera di commercio di Vibo Valentia.</p>
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		<title>Il Castello di Vibo</title>
		<link>https://www.vibovalentia.tv/il-castello-di-vibo/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 17 Aug 2017 14:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[VIDEO IN PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Castello di Vibo Valentia, recentemente restaurato, sorge dove probabilmente un tempo vi era posta l’Acropoli della Città di Hipponion ed edificato a metà dell’anno Mille da Ruggero il Normanno. Per la sua costruzione furono utilizzati in prevalenza materiali dei vicini templi greci. Rifatto nel periodo Svevo da Matteo Marcofaba e successivamente ampliato da Carlo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Castello di Vibo Valentia</strong>, recentemente restaurato, sorge dove probabilmente un tempo vi era posta l’Acropoli della Città di Hipponion ed edificato a metà dell’anno Mille da Ruggero il Normanno. Per la sua costruzione furono utilizzati in prevalenza materiali dei vicini templi greci.</p>
<p>Rifatto nel periodo Svevo da Matteo Marcofaba e successivamente ampliato da Carlo d’Angiò nel 1289, il castello venne rafforzato dagli Aragonesi. Il secondo piano fu abbattuto per i danni del terremoto del 1783 e attualmente, presenta torri cilindriche, una torre speronata e una porta con arcata di epoca angioiana. Oggi, questo antico castello ospita il Museo di Archeologia di Vibo Valentia.</p>
<p>La torre a “cuneo” è attualmente l’unico ambiente rimasto intatto e risulta una notevole similitudine con il castello di Nicastro.</p>
<p>La tecnica di Costruzione in conci squadrati regolari è tipica dell’architettura Calabra dell’età sveva, così come la scala a chiocciola di pietra realizzata per collegare i vari piani dello stesso spessore della muratura.</p>
<p>La trasformazione della terza fase e cioè l’ingresso settentrionale è di realizzazione dei Pignatelli, Duchi di Monteleone.</p>
<p>Il castello come residenza ducale giunse al 1783, quando il terremoto prima e l’eliminazione della feudalità poi, portarono ad un nuovo cambiamento con la riduzione delle strutture e la destinazione a caserma</p>
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